Maglia sardegna calcio

Il premio come miglior giocatore del campionato è l’ennesimo segno che una seconda chance il calcio la sa dare a tutti, ancor di più in Championship. E proprio qui sta la sua chance. Beh, a giudicar dall’aria di festa, a mo’ di Sabato del Villaggio, che si respira qui, ci sei proprio riuscito… Ah però, se ci sei mancata cara Cavese… Santoriello, peraltro, da ‘buon’ adolescente ha anche indossato la maglia della Cavese… “Sai, ogni anno, tra provini e settore giovanile, qui a Cava de’ Tirreni ospitiamo circa 4mila ragazzi, di tutte le età, fino al 2009. Vedere questi bambini, così piccoli, con la maglia della Cavese indosso riempie il mio cuore di un’emozione che non saprei descriverti”, asserisce con orgoglio Massimiliano Santoriello, Presidente e Amministratore Unico della Cavese. Il primo amore, d’altronde, caro Massimiliano… Primo e non ultimo fallimento, purtroppo… Basti pensare alle partite nel “vecchio” stadio Comunale, al passaggio di consegne fra Pontello e Cecchi Gori, alle “trasferte” a Perugia per le partite di Coppa Uefa, alla drammatica retrocessione del 1993, all’immediata risalita, ai trofei vinti negli anni Novanta. L’annata seguente, 1993-1994, il Perugia vinse nettamente il campionato – con Cornacchini che si aggiudicò per il secondo anno consecutivo la classifica cannonieri – e poté riaffacciarsi in B; raggiunse inoltre la finale della Coppa Italia di Serie C, dove uscì sconfitto per mano della Triestina, dopo due pareggi, solamente per la regola dei gol fuori casa.

Il Brasile si avviava a dominare il calcio a 5, con la sua squadra nazionale che vinceva due successive edizioni del Campeonato Sul-Americano, e replicava le vittorie per tutto il decennio nelle edizioni del 1973, 1975, 1976, 1977, 1979. Quest’ultimo anno segna anche la nascita della Confederação Brasileira de Futebol de Salão, in data 15 giugno: ne facevano parte le federazioni degli stati di Ceará, Rio de Janeiro, San Paolo, Espirito Santo, Sergipe, Amazonas, Pernambuco, Maranhão, Bahia, Paraíba, Mato Grosso, Brasília, Acre, Minas Gerais, Rio Grande do Sul, Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Norte, Amapá, Alagoas e Goiás. ”. Ci rivela della sua profonda fede in Dio e del suo motto, di vita, d’impresa, di tutto… ”. Un fil-rougeche nonostante tutto – gli anni, la distanza, le vicissitudini – è rimasto sempre in piedi, pur labile ma sempre in piedi. Nel caso gli andasse male, potrà sempre tornare in Championship. A dieci anni dall’esordio in Serie A il Sassuolo, allineandosi alla moda dei tributi delle concorrenti, non poteva non riproporre lo stile della squadra del 2013-14, con le classiche strisce verticali verdenere e un pizzico di variazione per stare al passo coi tempi nel colletto a girocollo e le maniche raglan.

Galería Coi Canaries fece pure 23 gol in due anni di Premier, cambiò alcune squadre e si ritirò lo scorso anno, per passare a un’altra disciplina sportiva, il wrestling. I tifosi della sua città natale all’inizio non gradirono, e si sarebbe dovuto attendere il 2015 per vederlo tornare coi colori dello Sheffield, ancora per quella storia per cui la Championship ha sempre una nuova occasione da offrire. Un gol pazzesco lo segnò, al debutto in Championship lo scorso agosto, pure Harvey Barnes, in forza al West Brom (ma di proprietà del Leicester), mentre Tammy Abraham dell’Aston Villa ha avuto la saggezza di non cedere alla prima telefonata dalla Premier League (lo voleva il Wolverhampton) ma di rimanere ancora qualche mese per portare la sua squadra almeno ai play-off. Ma che il freddo attaccante dei Canaries potesse rubare la scena destinata al caliente Bielsa e al suo Leeds è stata la sorpresa più gradevole di un campionato che ancora una volta si dimostra ricco di talento e mai scontato.

È qui che diede il meglio di sé come attaccante per la squadra locale. E per educare intendo cultura e valori. Mariani e Pisanu metteranno in evidenza come un kit sportivo può diventare oggetto di culto e strumento per comunicare valori più ampi di quelli unicamente legati al gioco in campo. Attento, concentrato, distoglie gli occhi dal campo solo per rispondere alle nostre domande. “Eh già, io in questi ragazzini che corrono allegri e spensierati per il campo rivedo me stesso una quarantina di anni fa… La storia – Osserva i ragazzini del ’07 in compagnia di Pavone. Dopo anni nelle serie minori la sua fortuna fu passare, nel 2009, al Southampton: una rete via l’altra, guidò i Saints a una doppia promozione (dalla League One alla Premier), in Championship fu nominato pure lui calciatore dell’anno e dopo pochi mesi approdò in Nazionale, nel 2013. L’altro campione sui generis è Grant Holt, che ha una storia pazzesca: classe 1981, bomber goffo da 94 chili di pancia, è arrivato in Premier col Norwich da capitano solo a 30 anni, dopo aver girato il mondo per giocare a pallone (era finito perfino in Australia e a Singapore) e aver lavorato anche in un’officina per auto.


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